Robin tax ricca
Dal 2008 al 2012 i 450 operatori del settore energetico soggetti alla Robin Hood Tax hanno versato 4,9 miliardi di addizionale Ires. Lo evidenzia l’Autorità per l’energia che ha trasmesso al Parlamento la Relazione annuale sull’attività di vigilanza svolta nel 2014 sul rispetto del divieto di traslazione della Robin Hood Tax, l’addizionale Ires a carico degli operatori del settore energetico.
Nel 2014 l’attività – spiega una nota – ha riguardato principalmente l’analisi contabile sulle imprese vigilate per gli esercizi 2011 e 2012. In particolare, per il 2011 le analisi si sono concentrate sui 53 operatori – sul totale dei 401 vigilati per l’anno – che hanno fornito all’Autorità motivazioni non sufficienti ad escludere una possibile traslazione; le singole posizioni saranno ulteriormente approfondite nel corso del 2015. L’addizionale Ires versata da queste imprese ammonta a circa 192 milioni di euro e rappresenta l’entità massima di una possibile traslazione dell’imposta. Per quanto riguarda invece i 387 operatori controllati per l’esercizio 2012, in 51 casi è stata riscontrata una variazione positiva del margine dovuta ai prezzi praticati, condizione che prevede l’invio di una richiesta di motivazione. L’Autorità non ha però avviato procedimenti individuali a causa dell’incertezza legata all’assenza di pronunce definitive del giudice amministrativo che ha rinviato sine die la decisione sulla correttezza della metodologia di analisi adottata in precedenti simili provvedimenti.