Al-Qaeda in Yemen rivendica la strage di Parigi. Charlie Hebdo subito esaurito in edicola

Adnkronos

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A una settimana esatta dalla strage nella sede del magazine Charlie Hebdo, il braccio di al-Qaeda nello Yemen (Aqap) ha rivendicato ufficialmente l’attacco. Lo ha riferito l’inviato di al-Jazeera a Sana’a. In un video intitolato ‘Vendetta per il Profeta’ e diretto “alla comunità islamica”, il capo militare dell’organizzazione Nasr Ali bin al-Ansi ha affermato che la leadership di Aqap “ha scelto l’obiettivo, elaborato il piano (d’attacco, ndr) e finanziato l’operazione” eseguita dai fratelli Kouachi, definiti “due eroi dell’islam”. Il video prosegue quindi con al-Ansi che, riferendosi sempre ai due terroristi, dichiara: “Noi chiediamo ad Allah di accettarli tra i suoi martiri”. Il leader di Aqap ha precisato quindi che “il risultato dell’operazione è stato l’uccisione di vignettisti del settimanale, di impiegati e di agenti”. Una delle vittime – ha concluso al-Ansi, riferendosi al direttore di Charlie Hebdo, Charb – “era nella lista dei ricercati diffusa dal magazine Inspire (la rivista di propaganda di al-Qaeda, ndr)”.

Edicole prese d’assalto in Francia per comprare il primo numero di Charlie Hebdo, dopo il sanguinoso attacco in redazione in cui sono state uccise 12 persone. Lunghe file si sono formate prima dell’apertura dei giornalai e in luoghi di grande passaggio, come le stazioni ferroviarie, molte edicole hanno già esaurito le copie del settimane satirico, segnalano i siti francesi.

Il giornale è uscito oggi con una tiratura record di tre milioni di copie, contro le abituali 60.000, che non sono bastate. Per questo il distributore, le Messageries Lyonnaises de Presse (MLP), ha fatto sapere che ne saranno stampate altre due milioni. “L’editore ha deciso questa mattina di portare la tiratura a 5 milioni” di copie, ossia due milioni più del previsto. Ne verranno distribuite 500mila copie al giorno, il che permetterà a tutte le edicole che ne faranno richiesta di essere rifornite. Il nuovo numero conta 16 pagine invece delle normali 8 ed è stato distribuito in 25 paesi, tra i quali non figurano il Marocco e l’Algeria.

All’interno molte caricature degli uccisi. Attesissimo, Charlie Hebdo non rinuncia al suo humor dissacrante. Una vignetta mostra i due fratelli Kouachi, autori della strage del 7 gennaio, che arrivano in cielo e si chiedono dove sono le vergini promesse dal Paradiso musulmano. “Con i giornalisti di Charlie Hebdo, scemi”, risponde un personaggio. In prima, come già anticipato, c’è un Maometto in lacrime che tiene in mano un cartello con lo slogan “Je suis Charlie”, mentre in alto campeggia la scritta “tutto perdonato”.

Fra le 16 pagine si trovano diverse caricature dei giornalisti e i vignettisti uccisi. Sul tema delle vergini, viene riproposta anche una vecchia vignetta di Tignous, una delle vittime, che oggi suona tristemente profetica. Vi si vedono tre musulmani che dicono: “Non bisogna colpire i ragazzi di Charlie Hebdo, se no diventeranno dei martiri e una volta arrivati in Paradiso ci ruberanno tutte le vergini”.

Fra i testi scritti, vi è una commovente cronaca del medico Patrick Pelloux, scoppiato in lacrime mentre abbracciava il presidente Francois Hollande alla marcia repubblicana di domenica. E la responsabile delle cronache giudiziarie Singole Vinson racconta i terribili minuti della strage, quando si è buttata a terra fra gli spari dei kalashnikov. In ultima pagina una vignetta corrosiva fa il paragone fra il lavoro di vignettista e quello dei terroristi: “Disegnatore a Charlie Hebdo, sono 25 anni di lavoro. Terrorista, sono 25 secondi di lavoro. Terrorista, un mestiere da pigrone”