IL MONDO SI STRINGE ATTORNO AL POPOLO FRANCESE

Parigi: marea umana in corteo contro il terrorismo con i leader mondiali

da Corriere della Sera

« Oggi Parigi è la capitale del mondo». Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande ai suoi ministri riuniti all’Eliseo nel giorno della grande marcia contro il terrore nella capitale francese con almeno un milione di persone e capi di Stato e di governo da tutto il mondo.

Intanto, place de la Republique, punto di partenza del corteo, è affollata da un almeno un milione di persone che stanno sfilando in corteo. In una splendida giornata invernale di sole, molti parigini hanno deciso di andare a manifestare contro le violenze e gli attacchi alla libertà portando con sé anche la famiglia e i bambini sono moltissimi. Tutti insieme in pulmino Hollande e gli altri capi di Stato e di Governo sono arrivati alla testa del corteo. Momenti di attesa per mettere i leader nei posti previsti prima di iniziare alla marcia. Ad aprire il corteo il presidente francese Francois Hollande, affiancato da altri leader europei, tra cui il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

In seconda fila il premier israeliano e il presidente palestinese. Immagini che evidenziano l’assenza del presidente russo, Vladimir Putin, che ha inviato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, e di Barack Obama, rappresentato dal ministro della Giustizia, Eric Holder, solo perché ha partecipato al summit antiterrorismo con i ministri Ue.

Applausi dalle finestre e momenti di silenzio durante la marcia. Dopo aver percorso le prime centinaia di metri del percorso alla testa del corteo, assieme ai parenti delle vittime e alla redazione di Charlie Hebdo sfuggita alla strage, il presidente Hollande e gli altri capi di Stato e di governo sono tornati all’Eliseo. Successivamente, Hollande ha in programma una visita alla Grande sinagoga di Parigi mentre i leader ripartiranno per i rispettivi Paesi.
Intanto le famiglie dei 4 ebrei morti venerdì nell’ipermercato koscher a Parigi, per mano del terrorista islamico Amedi Koulibaly, hanno dichiarato che le vittime saranno sepolte martedì prossimo in Israele.

Ma la grande manifestazione di Parigi non è solo l’occasione per far vedere al mondo che la Francia e l’Europa non hanno paura del terrorismo islamico, con circa 50 fra capi di Stato e di governo di tutto il mondo presenti. È anche il momento per l’Unione europea di vedere se ci sono dei cambiamenti da fare per contrastare in maniera più efficace il terrorismo. Non a caso la manifestazione è stata preceduta da un vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue ed è stata seguita da colloqui tra i leader del Vecchio Continente.

Sia il ministro dell’Interno francese Cazeneuve che il suo omologo spagnolo si sono detti favorevoli alla modifica del Trattato di Schenghen prevedendo il ritorno ad una forma di controllo alle frontiere. Secondo Cazeneuve è importante poi approvare urgentemente la direttiva sul Passenger name record (Pnr) per la registrazione dei passeggeri sui voli aerei nell’area Schengen, perché «è uno strumento fondamentale» per la lotta al terrorismo. Il ministro dell’Interno belga ha invece proposto la creazione di una lista europea unica di tutti i cittadini dell’Unione che hanno lasciato i propri Paesi per andare a seguire il terrorismo jihadista.

«Siamo stati costretti a rilevare la necessità di una collaborazione maggiore delle società web per garantire che siano loro a riferire e a rimuovere (tempestivamente) contenuti illegali (sui loro domini), particolarmente dichiarazioni apologetiche (in difesa di) dei terroristi o che incitano alla violenza e all’odio», ha detto ancora Cazeneuve, al termine del summit chiedendo la collaborazione dei colossi di Internet.

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