SANTANDER: MAXI-AUMENTO PROMOSSO DA ANALISTI, BOCCIATO DA BORSA (-14%) – FOCUS

Radiocor

Il maxi-aumento di capitale annunciato dal Banco Santander ieri e’ promosso dagli analisti, ma sonoramente bocciato dalla Borsa. Oggi il titolo del gruppo bancario spagnolo guidato da Ana Botin e’ stato la maglia nera del listino di Madrid, lasciando sul terreno il 14,09% a 5,89 euro mentre l’indice Ibex era in calo del 3,91% e ha quindi concluso la seduta al di sotto del prezzo delle nuove azioni fissato a 6,18 euro. La prima banca della zona euro per capitalizzazione ha annunciato ieri a sorpresa un aumento di capitale di 7,5 miliardi di euro, con una riduzione di due terzi del dividendo per il 2015 che sara’ di 0,20 euro contro i tradizionali 0,60 euro, ovvero le 100 pesetas che erano stati instaurati dal ‘patriarca’ Emilio Botin, scomparso improvvisamente lo scorso anno.

Con l’aumento di capitale – che e’ avvenuto con la regia di Andrea Orcel di Ubs – e le sue motivazioni, la figlia Ana ha dato un chiaro segnale di cambiamento di rotta, dimostrando di voler privilegiare la solidita’ patrimoniale della banca e la crescita interna alle acquisizioni, spesso spettacolari, che avevano caratterizzato la gestione di ‘don Emilio’ e trasformato quella che era una banca regionale spagnola in un impero bancario esteso dall’Europa all’America Latina. Tra i ‘colpi’ messi a segno da Botin senior si annoverano il Banesto nel 1993, la fusione con il Banco Central Hispano del 1999 (che aveva portato in dote anche le relazioni con le Generali), le acquisizioni in Gran Breatgna (Abbey National, Alliance Leicester, Bradford Bingley) che hanno portato alla costituzione di Santander Uk. Una strategia di espansione che ha condotto il gruppo spagnolo anche a partecipare all’Opa sul colosso olandese Abn Amro nel 2008 e al controllo di Antonveneta, subito ceduta ad alto prezzo a Mps.

Proprio la banca senese e’ stata al centro delle congetture delle sale operative milanesi ieri sulla scia dell’annuncio del maxi-aumento del Santander, quale possibile obiettivo di acquisizione. Il Santander ha pero’ sottolineato che i fondi serviranno per la crescita organica nei Paesi dove il gruppo e’ gia’ presente e dove ci sono previsioni di crescita economica (nella zona euro, Spagna, Portogallo e Germania) e il ceo Jose Antonio Alvarez ha poi ribadito esplicitamente che il gruppo non e’ interessato a Mps, come il top management aveva gia’ indicato nei mesi scorsi. Al massimo il gruppo e’ interessato al portoghese Novo Banco, l’istituto in cui sono confluite le attivita’ sane del Banco Espirito Santo. Gli analisti di Barclays ritengono “rassicurante” che il Santander se ne stara’ alla larga dalle grandi acquisizioni. “Temevamo che l’aumento di capitale potesse servire almeno in parte per delle acquisizioni, il che avrebbe lasciato il Santander indietro rispetto ai suoi pari europei” in termini di requisiti patrimoniali, scrivono gli analisti della banca britannica, che ritengono dunque “positiva” la ripatrimonializzazione.

Nuria Alvarez, analista di Renta 4, riconosce che da parte del mercato c’era una pressione per rafforzare il capitale. “Il mercato esige che le banche si mettano gia’ in regola con le normativa di Basilea III”, che prevede un rafforzamento dei mezzi propri entro il 2019. Anche gli analisti di Deutsche Bank ritengono positivo l’aumento di capitale, considerando che il Common Equity Tier 1 del Santander e’ dell’8,7% contro l’11% delle pari grado europee. Accolta con favore anche la riformulazione della strategia di dividendo, che sara’ pagato ora per la maggior parte in contanti e non piu’ prevalentemente in azioni come e’ avvenuto finora e che comportava un aumento del numero delle azioni ogni trimestre.

Meno convinti della mossa del Santander gli analisti di Berenberg, che pur rilevando l’intento di Ana Botin di “rompere con il passato”, ritengono che il rafforzamento annunciato ieri non bastera’. La Borsa per ora si e’ concentrata sul brusco calo del dividendo, ancorche’ in contanti. Come sottolineano gli analisti della Societe’ Generale, il Santander non aveva modificato la sua politica di remunerazione durante la crisi e faceva parte finora del gruppo di gruppi europei piu’ generosi in materia. Ma adesso ha voltato pagina anche su quello.