ASSOBIRRA: un sorso su due va al fisco

Visita il sito di Assobirra e firma la petizione contro il Governo

da Assobirra

La pressione fiscale sulla birra in Italia è fra le più alte in Europa. E continua ad aumentare. Una situazione insostenibile per i 35 milioni di italiani che bevono birra, per i 500 produttori italiani e per le 136.000 persone che lavorano con e nel settore.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di ridurre la pressione fiscale sulla birra.

Negli ultimi 15 mesi le accise sulla birra sono aumentate del 30%, con il risultato che oggi quasi un sorso su due della nostra birra se ne va in tasse.

È una situazione insostenibile. Per i 35 milioni di italiani che hanno il piacere di bersi una birra, per gli oltre 500 produttori italiani e per le 136.000 persone che lavorano con e nel settore della birra nel nostro Paese.

Una situazione che è ancora possibile cambiare, continuando a sostenere la nostra campagna e chiedendo al Governo e al Parlamento di ridurre la pressione fiscale sulla birra.

Ridurre le tasse sulla birra è giusto per tanti buoni motivi.

La birra è l’unica bevanda da pasto tassata con le accise in Italia, e i nuovi aumenti rendono ancora più iniqua questa discriminazione.
Le accise sulla birra colpiscono una bevanda naturale e poco alcolica, bevuta da 35 milioni di persone a casa, in pizzeria, al bar, al ristorante. Un prodotto popolare e di massa, per cui gli aumenti delle accise incidono soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione, i consumatori a più basso reddito.
Con meno tasse il settore birrario può continuare a creare occupazione e opportunità imprenditoriali per i giovani, come sta facendo da qualche anno. Negli ultimi 5 anni, ad esempio, sono nate 300 microaziende birrarie, ad opera perlopiù di under 35.
Con nuove tasse invece aumentano i prezzi, e l’inevitabile riduzione dei consumi di birra rischia di non portare alle casse dello Stato l’aumento di gettito atteso. È già successo in molti Paesi europei. In Gran Bretagna, ad esempio, a fronte di forti, progressivi aumenti delle accise sulla birra, il gettito fiscale è addirittura diminuito.
Se non si riducono le tasse sulla birra si rischia di mettere in ginocchio un settore dove operano oltre 500 aziende tra marchi storici e microbirrifici artigianali. Un settore che dà lavoro direttamente a 4.750 persone, che salgono a 136.000 con l’indotto allargato.

Un settore italiano, diffuso sul territorio, che esporta lo stile di vita e la qualità italiana nel mondo, che non delocalizza e contribuisce alla crescita e allo sviluppo dell’agricoltura, della ristorazione e dei pubblici esercizi.

Un comparto giovane, che dà ricchezza al Paese e che ha grandi potenzialità di generare sviluppo e occupazione, soprattutto giovanile.

È arrivato il momento che la politica e le Istituzioni riducano la pressione fiscale sulla birra e mettano in condizione i 500 produttori di birra italiani di realizzare questo potenziale contribuendo a sostenere la ripresa dell’economia.

Per tutte queste ragioni ti invitiamo a firmare l’appello al Governo e al Parlamento italiano a ridurre la pressione fiscale sulla birra.

Perché l’accisa è una tassa che paghiamo tutti noi. Ogni volta che beviamo una birra. In pizzeria, a casa, ovunque.