Rigotti, con gli esuberi Meridiana non fa gola a nessuno

da La Stampa

Meridiana smentisce le voci di un interesse di investitori del Qatar per l’acquisto del 20% delle azioni della compagnia controllata dal fondatore, il principe Karim Aga Khan. Il problema della compagnia aerea non è infatti l’azionista ma il piano dei licenziamenti. “Si tratta di una notizia del tutto priva di fondamento, fatta circolare ad arte da qualcuno al fine di confondere le acque di una trattativa già molto complessa e difficile”, ha dichiarato oggi il presidente della holding Alisarda e di Meridiana Fly, Marco Rigotti.

Il Messaggero ha scritto che Qatar Airways è tornata alla carica su Meridiana e che punta al 20%. L’interesse di Qatar Airways, ha ricordato il quotidiano, risale allo scorso inverno, ma ora, dopo l’accordo sugli esodi volontari, la pista è diventata più concreta e quindi la compagnia aerea del Qatar è pronta a proseguire il negoziato per la fase due della vertenza.

Rigotti ha però chiarito senza giri di parole che il problema della compagnia aerea sarda non è certo l’azionista, bensì la necessità di affrontare una profonda ristrutturazione, senza la quale nessun azionista sarebbe disposto a continuare a investire. Insomma, la priorità non è la ricerca di un partner ma il piano di licenziamenti. “Far credere che Meridiana così com’è possa interessare a qualcuno”, ha spiegato il top manager in riferimento alla vertenza sui 1.634 esuberi, “è strumentale alla filosofia del continuo differimento, incompatibile con la sopravvivenza dell’azienda”.

In base all’accordo per favorire l’esodo volontario, firmato in extremis al ministero del Lavoro il 27 dicembre scorso, 294 dipendenti (secondo il dato aggiornato) hanno accettato di firmare entro il 30 dicembre la procedura di conciliazione, con un incentivo di 15mila euro, ammortizzatori sociali per 4-6 anni per una copertura dello stipendio pari all’80%, contestuale rinuncia ai termini di preavviso e possibilità di accedere al beneficio delle concessioni di viaggio I.D. ( così detti biglietti “Industrial Discount”) sui voli operati direttamente dalla compagnia.

L’accordo sugli esodi volontari è stato solo una prima tappa. La vera partita sugli esuberi, secondo i sindacati, si giocherà nel nuovo confronto che partirà questo mese al ministero dello Sviluppo economico. Peraltro, dopo le adesioni dei 294 dipendenti, la compagnia ha ribadito la necessità di avviare a breve una nuova procedura di mobilità per il residuo personale in esubero. Un nuovo incontro era stato concordato a dicembre per il prossimo 9 gennaio al Mise.