Parigi, strage di Charlie Hebdo: 7 fermati. Nuova sparatoria: 1 morto
da Corriere della Sera
Non li hanno ancora presi, i due killer di Parigi. E la Francia, sconvolta e spaventata, ha ancora paura mentre, di primo mattino, un’altra sparatoria terrorizza il Paese: al sud di Parigi, a Montrouge, non lontano dalla Porta di Chatillon, una vigilessa è morta e un altro vigile è gravemente ferito: i due stavano intervenendo sul luogo di un incidente. All’improvviso si è avvicinata una Clio bianca (un’auto simile a quella su cui i due attentatori del Charlie Hebdo sono fuggiti mercoledì sera), dalla quale è sceso un uomo che ha estratto un fucile d’assalto, poi ha sparato.
Al momento non emergono legami certi con l’assalto al Charlie Hebdo, ma non si possono escludere. Il ministro dell’interno francese Bernard Cazeneuve è subito andato sul posto, abbandonando la riunione d’urgenza che era in corso all’Eliseo con Hollande e il governo. A Montrouge è stato immediatamente eretto un impressionante dispositivo di sicurezza, con i blindati e le teste di cuoio della polizia. Un uomo sarebbe stato fermato dalla polizia. La Clio bianca è stata ritrovata poco lontano da Mountrouge.
Gli altri episodi
Non è l’unico episodio che segue l’attentato di Parigi. Nella notte, diversi luoghi di culto musulmani sono stati attaccati e alcuni si sospetta che siano proprio atti di vendetta per l’attentato al settimanale satirico. Si registra anche un’esplosione vicino a una moschea: è saltato in aria un ristorante-kebab a Villefranche-sur-Saône, nel sud del Paese. Non ci sono vittime. Colpi di arma da fuoco sono stati esplosi intorno alle 20 di mercoledì sera contro una sala di preghiera musulmana a Port-la-Nouvelle nell’Aude. Anche qui non ci sono feriti. Giovedì mattina, su Le Figaro si leggeva che un uomo armato era stato segnalato nel quartiere della Defense, a Parigi: le persone che lavorano nella zona sono state invitate a non uscire dagli edifici. E un altro allarme poi rivelatosi infondato ha bloccato la circolazione dei treni alla Gare du Nord.
Eliseo blindato
Proseguono a tappeto intanto le ricerche dei fratelli Chérif e Said Kouachi, sospettati di essere i killer che mercoledì hanno compiuto la strage di Parigi. Le ultime notizie, giovedì mattina, dicono che i due sospetti sono stati localizzati nella regione dell’Aisne, mentre viaggiavano su un’auto bianca (quella usata per la fuga di mercoledì) vicino a Villers-Cotteret, sulla Route National 2. Dapprima eranio stati avvistati a più di 80km a nord da Parigi, ma secondo nuove segnalazioni i terroristi – mascherati e con lanciarazzi – sarebbero invece sull’autostrada in direzione della capitale. Tutti gli accessi alla città sono bloccati e il palazzo dell’Eliseo è stato blindato.
Teste di cuoio in azione in tutta la Francia
Nella notte, una svolta, ma non quella che tutti speravano. Hamyd Mourad, 18 anni, il più giovane dei tre ricercati, si è presentato alla polizia: l’ultimo colpo di scena di una convulsa giornata di indagini e ricerche, un mercoledì nero che ha sconvolto la Francia e l’Europa.
Mourad si sarebbe volontariamente consegnato nelle mani delle forze dell’ordine dopo avere saputo che il suo nome circolava su internet, secondo quanto viene riportato dai media francesi. Avrebbe però un alibi: alcuni compagni dicono di averlo visto a scuola tra le 8 e le 12, mentre l’attentato è stato compiuto alle 11.30. Inizialmente si era parlato di lui come dell’autista dei due attentatori, ma ora la sua posizione dovrà essere rivista.
C’è anche un testimone, un liceale di Charleville-Mézières, nel nord della Francia, che ha difeso Mourad, secondo quanto ri porta Le Figaro. Il ragazzo si è presentato come un amico del sospetto e ha assicurato che mercoledì mattina Hamyd era a scuola a Charleville, non a Parigi. «Era un po’ sopraffatto – ha riferito il giovane – e ha detto che stava per andare alla polizia per dire che non poteva essere a Parigi. Lui è l’opposto di quelle persone».
Sette arresti
Intanto sono sette, tra uomini e donne, i fermati nell’ambito delle indagini, come ha riferito il premier Valls parlando di «diverse persone arrestate». Tra questi ci sono i familiari dei fratelli Kouachi, principali sospettati: la sorella e il marito di lei e la fidanzata di Kouachi. Migliaia di soldati e poliziotti sono dispiegati nelle strade francesi. Parigi ha alzato al massimo il livello di allerta terrorismo, rafforzando la sicurezza, anche ai confini, con oltre 800 soldati a guardia di redazioni, posti di lavoro e altri possibili obiettivi.
L’appello con le fotografie dei ricercati
La polizia francese mercoledì pomeriggio aveva divulgato un appello, (vedi foto qui a destra) corredato dalle foto dei due ricercati, sospettati del massacro. Si tratterebbe di due franco-algerini, due fratelli di 32 e 34 anni, tornati in Francia quest’estate dalla Siria. «Chérif Kouachi e Said Kouachi sono presumibilmente armati e pericolosi», si legge nel manifesto. «Invitiamo chiunque abbia informazioni che permettano di localizzarli, a contattare le Autorità al numero verde 0805 02 17 17 oppure al sito http://www.securite.interieur.gouv.fr».
Rimangono i dubbi sul terzo uomo. Inizialmente si pensava che fosse il 18 consegnatosi agli agenti di polizia a Charleville-Mézières nella notte, la cui posizione, però, è tuttora al vaglio degli inquirenti: al momento non ci sono accuse a suo carico. ma il ragazzo è tutt’ora in stato di fermo.
La spedizione a Reims
Nella più imponente caccia all’uomo che la Francia ricordi, la polizia francese – con enorme spiegamento di uomini e di mezzi – avrebbe fatto irruzione in due appartamenti, probabilmente serviti da rifugio per i terroristi in fuga. Uno dei due appartamenti si trova a Pantin, cittadina alle porte di Parigi, appena oltre il 19esimo arrondissement, dove è stata ritrovata la prima auto usata per la fuga. La polizia vi sarebbe entrata intorno alle 16.30, perché riteneva potesse essere un rifugio degli attentatori in fuga. Nessun risultato. Poi, secondo quanto riportato dal sito del giornale L’Union, le indagini si sono spostate sulla città di Reims. Qui è scattato il blitz delle forze speciali francesi, nel quartiere di Croix-Rouge. In volo anche elicotteri. Ma nulla di fatto. Secondo i media francesi, l’operazione della polizia a Reims sarebbe stata solo una perquisizione, per acquisire tracce di DNA. Operazioni anche a Charleville-Mézières, piccolo comune nella regione della Champagne-Ardenne dove sarebbe avvenuta la “presa in consegna” del giovane Hamyd Mourad.
La fuga, l’auto abbandonata, la carta d’identità
Secondo le prime ricostruzioni, i due fratelli, Said e Chérif Kouachi, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d’identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata durante la fuga vicino alla porte di Pantin, a Parigi. Il giovane complice, Hamyd Mourad, 18 anni, sarebbe stato alla guida delle diverse auto durante l’operazione (ma è un’informazione tutta da verificare). L’auto con cui i terroristi – vestiti come guerriglieri, «calmi, determinati, addestratissimi», li descrive una fonte giudiziaria francese qualificata – sono scappati è l’auto stata trovata un’ora dopo l’attentato nel XIX arrondissement, periferia al nord-est della città. Qui gli uomini incappucciati avrebbero preso un’altra vettura, minacciando con le armi un automobilista. E allontanandosi dopo aver investito un altro pedone.
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Chi sono i presunti assalitori
I due fratelli, presunti killer, sono nati a Parigi, e hanno «un profilo da piccoli delinquenti» che avrebbero scelto di imboccare la strada dell’estremismo radicale. Il più giovane, Chérif, era già stato arrestato nel 2008 e condannato a tre anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale, in quanto componente di un gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basato nel diciannovesimo arrondissement di Parigi. Nel quadro di quell’inchiesta, alcuni componenti del gruppo avevano ammesso di aver «fomentato dei progetti di attentato», ma senza metterli in atto. Scontata la pena, Chérif e il fratello, dicono i media francesi, «avevano fatto di tutto per farsi dimenticare», e si erano «messi a riposo» a Reims.
Lutto
Giovedì a mezzogiorno la Francia si è fermata, in omaggio alle vittime del massacro. Il Paese ha osservato un minuto di silenzio, rotto solo dal rintocco funebre nelle chiese in memoria delle 12 vittime dell’attacco al periodico: anche la cattedrale di Notre Dame ha fatto risuonare le sue campane alle 12 esatte. I trasporti pubblici a Parigi si sono fermati e il silenzio è stato osservato anche nelle scuole. In moltissime aziende i lavoratori hanno smesso di lavorare e si sono fermate anche le redazioni dei giornali. Oggi è stato dichiarata giornata di lutto nazionale dal presidente francese Francois Hollande. Tutte le bandiere rimarranno inoltre a mezz’asta negli edifici pubblici per tre giorni.
