USA: la grande fuga dai centri commerciali
Spettrali, vuoti, abbandonati Così i mall «muoiono» in Usa
Viviana Mazza per Corriere della Sera
«Entrando, mi aspettavo di sentire i soliti odori e di avvertire quella sensazione di vuoto e di temperatura controllata. Invece l’odore era di erba secca e di polvere. Era un mondo suburbano post-asteroide, post-zombie, post-umano». Così il narratore di «L’amore bugiardo» (Gone Girl), trasformato da poco in film (con Ben Affleck e Rosamund Pike) scopre che il centro commerciale del Midwest legato ai suoi ricordi d’infanzia è diventato un rifugio di disoccupati e drogati. I centri commerciali, un simbolo dell’America consumista, stanno scomparendo. Due dozzine di «mall» hanno chiuso dal 2010 e altre 60 sono in profonda crisi, scrive il New York Times citando dati di «Green Street Advisors».
I necrologi sui «mall»
Sin dagli anni Novanta si scrivono necrologi sui mall, ma il declino ha visto una accelerazione negli ultimi dieci anni ed è anche evidente una doppia tendenza: la crisi riguarda non tanto i centri commerciali più costosi (tipo Macy’s) ma quelli frequentati dalla middle e working class, come Sears, Kmart e J.C. Penney. E’ un segno che nonostante la crescita economica nel Paese restano forti disparità. E la «morte» dei centri commerciali diventa così un simbolo in sé. A queste storie di decadenza è dedicato il sito Deadmalls.com che le documenta stato per stato. La «colpa» non è tanto della crescita dello shopping online, che in realtà ha un effetto limitato secondo gli esperti. Solo il 10% delle vendite avviene online e queste hanno un impatto maggiore sui cosiddetti «big box stores», grosse catene specializzate come Target o Best Buy, anziché sui negozi che acquistano spazi all’interno dei centri commerciali.
Il «mall» scelto da Romero in «Zombi»
Il problema principale è la crescita totale nel numero dei negozi in America al di sopra delle possibilità di acquisto. Ed è anche cambiato il modo di consumare: «Sono sicuro che alcuni centri commerciali resteranno in piedi anche in futuro, ma ci sono grossi segmenti della società che sono stanchi di questi luoghi», spiega l’architetto Mark Hinshaw. Molto è cambiato dal 1978, quando George Romero scelse un «mall» della Pennsylvania per girare il suo film «Zombi» (Dawn of the Dead), criticando il conformismo e il consumismo americano in un tempo in cui i nuovi santuari dello shopping iniziavano a mettere in crisi le botteghe «mom & pop» del centro cittadino.