La Grecia e il petrolio affossano le Borse

da La Stampa

Le tensioni sulla Grecia e la picchiata del petrolio, ai minimi da cinque anni, affondano le Borse europee, con l’euro ai minimi da nove anni. Giornata difficile a Piazza Affari: il Ftse Mib, a poco meno di due ore dalla chiusura, cede oltre il 3%, maglia nera tra i listini del Vecchio Continente dopo Atene. Lo spread tra Btp e Bund invece tiene, in attesa delle mosse di Francoforte sull’acquisto dei bond, sotto quota 130 punti. A guidare i ribassi, a Milano, sono Eni – finita in asta di volatilità dopo i ribassi- Unicredit e Intesa SanPaolo. In rosso anche Enel, che perde oltre il 4%. Corre invece Luxottica, che fa segnare nuovi massimi grazie al rafforzamento del dollaro.

Il focolaio Atene

La causa della grande paura, spiegano dalle sale operative, è l’incertezza politica sul futuro di Atene e il timore che, dopo le elezioni del 25 gennaio, possa uscire dall’euro. Ieri il governo tedesco ha dovuto smentire «Der Spiegel», solitamente ben informato, secondo il quale il governo di Berlino, se la sinistra di Tsipras dovesse vincere le elezioni, non si strapperebbe i capelli se Atene dovesse abbandonare la Ue. Un portavoce della Commissione, oggi, ha ribadito che secondo i trattati Ue «l’appartenenza all’euro è irrevocabile».

La corsa al ribasso dell’euro

«Ma i problemi strutturali del Vecchio Continente restano e vanno ben oltre i confini ellenici» ragiona Carlo Alberto De Casa, analista dei mercati valutari presso ActiveTrades a Londra. «Per l’economia italiana – spiega – l’euro sotto quota 1,20 dollari è senz’altro positivo, va però sottolineato che non è invece rallegrante la situazione complessiva che ha portato a questa situazione».