Mercato dell’auto in frenata a dicembre, Fca non sta al passo
Serena Berici per MF
Il mercato italiano dell’auto rallenta a dicembre, ma chiude il 2014 in crescita dopo sei anni di cali. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti e Infrastrutture, nel corso dello scorso mese sono state immatricolate 91.518 autovetture, con un incremento del 2,35% su base annua. A novembre, l’incremento era stato del 4,95%.
Sempre a dicembre, sono stati registrati 379.125 trasferimenti di proprietà di auto usate con una variazione positiva del 9,27% rispetto a un anno fa. Pertanto, il volume globale delle vendite (470.643 autovetture) ha interessato per il 19,45% auto nuove e per l’80,55% auto usate. Nell’intero 2014 la Motorizzazione ha immatricolato in totale 1.359.616 autovetture mettendo a segno una crescita del 4,21% sul 2013, mentre i trasferimenti di proprietà di auto usate sono cresciuti del 2,58% a 4.248.229 unità.
Il 2014 è quindi stato il primo anno positivo dopo sei anni di crisi, anche se va sottolineato che il risultato conseguito è ancora inferiore del 45,5% rispetto al 2007. Il terreno da recuperare per tornare a livelli di mercato normali è dunque ancora molto lungo, considerando anche che il risultato dell’anno appena concluso non è dovuto a un’inversione di tendenza dell’economia, dato che il quadro congiunturale ha continuato a deteriorarsi.
Secondo il Centro Studi Promotor, infatti, l’andamento non negativo del mercato dell’auto nel 2014 è derivato essenzialmente dalla funzione insostituibile dell’automobile nel sistema dei trasporti del nostro Paese. Dalle rilevazioni dell’Isfort è emerso che l’82,7% degli spostamenti motorizzati avviene in automobile, il 3,7% in moto e il 13,6% con il trasporto pubblico, che durante la crisi ha ridotto le linee, aumentato le tariffe e peggiorato il servizio.
In sintesi, per il Csp gli italiani in questi anni di crisi hanno comprato meno automobili ma, indipendentemente dalla loro volontà, all’automobile non hanno potuto rinunciare per mancanza di alternative. Il parco circolante è rimasto pressoché costante con la conseguenza che molti italiani con vetture non più in grado di assolvere alle loro funzioni sono stati alla fine costretti a sostituirle.
Per il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano, queste sostituzioni forzose cominciate nel 2014 continueranno anche nel 2015, indipendentemente dalla ripresa dell’economia, tanto che nell’arco dei prossimi dodici mesi le immatricolazioni dovrebbero toccare quota 1.430.000 unità, un livello ancora lontano dalla normalità per un Paese come l’Italia, ma comunque superiore del 5,18% al risultato del 2014.
“Certo la previsione per l’anno in corso potrebbe essere facilmente superata se il governo manifestasse una qualche sensibilità nei confronti del settore dell’auto e degli automobilisti. Un primo segnale in questo senso vi è stato proprio all’inizio del 2015 con la sterilizzazione dell’aumento delle accise sui carburanti che avrebbe dovuto entrare in vigore il primo gennaio”, hanno aggiunto gli esperti del centro studi bolognese.
Il Csp si auspica quindi che a questo primo segnale ne seguano altri, anche se non lascia ben sperare il fatto che il governo, mentre sterilizzava l’aumento delle accise sui carburanti, concedeva ai gestori delle autostrade di aumentare i pedaggi fino all’1,5%, tanto più che i pedaggi autostradali erano già stati aumentati all’inizio dello scorso anno del 3,9%, un valore ben più alto dell’inflazione.
In questo contesto, lo scorso mese il gruppo Fiat Chrysler Automobiles ha immatricolato 25.265 autovetture con un miglioramento dell’1,39% rispetto allo stesso mese dell’anno prima, ottenendo una quota del 27,61%, in leggero in calo rispetto al 27,87% di un anno fa. Le immatricolazioni a marchio Fiat sono state calate del 2,92% a 17.573 unità e la rispettiva quota di mercato è scesa dal 20,24% al 19,2%.
Il marchio Lancia ha subito una flessione del 15,11% immatricolando appena 3.583 unità (da 4,72% a 3,92% la quota di mercato), mentre le immatricolazioni di Alfa Romeo hanno registrato un calo del 15,8% a 1.801 unità (da 2,39% a 1,97% la quota). Solo il brand Jeep ha messo a segno un balzo del 403,93%, vendendo 2.308 nuove auto per una penetrazione del 2,52% (da 0,51%).
Nell’intero 2014, il gruppo Fca ha immatricolato 376.721 autovetture con un aumento di appena lo 0,74%, inferiore al +4,21% del mercato. La quota di mercato è risultata pari al 27,7% contro il 28,67% di fine 2013. Tra i marchi ha spiccato Chrysler /Jeep/Dodge le cui immatricolazioni sono quasi raddoppiate da 5.833 a 11.336. Positiva anche Fiat che ha visto le vendite salire da 279.491 a 281.582 unità (+0,8%), anche se la quota di mercato è scesa dal 21,42 al 20,71%.
Panda è stata la vettura più venduta sia a dicembre sia in tutto il 2014, con oltre 104 mila immatricolazioni nell’anno e una quota nel segmento A del 41,4%. La 500L è ormai stabilmente tra le auto più vendute del mercato ed è anche la media più richiesta, con una quota nell’anno del 54,6%. Molto positivi anche i risultati di 500, che a oltre sette anni dal lancio ha continuato a essere sempre tra le auto più vendute del segmento A.
In calo, invece, le vendite di Alfa Romeo (da 31.655 a 28.322 auto) e Lancia (da 57.041 a 55.481). “Quest’anno ci attendiamo una ripresa del mercato automobilistico. La sfida per Fca è di guadagnare una quota di mercato maggiore, anche se sarà impresa ardua dati gli avversari molto temibili nel segmento economy”, ha commentato a caldo un gestore contattato dall’agenzia MF-DowJones.
A Piazza Affari il titolo Fca ha chiuso la prima seduta dell’anno in rialzo dello 0,87% a 9,68 euro, mentre a Wall Street il titolo segna ora un +0,35% a 11,62 euro.