Seat Pagine Gialle dopo il crack

Pagine Gialle dopo il crac: valeva 23 miliardi oggi 45 milioni. La società ha cancellato interamente il debito finanziario da 1,5 miliardi di euro. Da lunedì il 99,75% appartiene ai creditori: banche e obbligazionisti

Francesca Basso per Corriere della Sera

Fine di un’epoca. Lunedì è nata la nuova Seat Pagine Gialle: il gruppo ha cancellato il debito finanziario da 1,5 miliardi con un maxi aumento riservato ai creditori, che ora possiedono il 99,75% del capitale e l’accorpamento in un’azione ogni 100. Lo stesso giorno il consiglio ha accettato la proposta transattiva da 30 milioni avanzata dagli ex amministratori, quelli in carica dall’8 agosto 2003 fino al 21 ottobre 2012 ed espressione dei fondi di private equity Cvc, Investitori Associati, Permira e Bc Partners (si è sfilato nel 2009), che con la loro spericolata politica dei maxidividendi hanno caricato di debiti Seat, fino a portarla al concordato preventivo. L’azione di responsabilità votata dal board chiedeva un risarcimento da 1,5 miliardi.

Ma evidentemente la scelta del consiglio è stata quella di preferire un pagamento certo a una ricchissima incognita futura. L’ultima parola spetta all’assemblea convocata per il 27 gennaio. Ai precedenti soci ora è rimasto lo 0,25%. Intanto i piccoli azionisti penalizzati dalle vicende che hanno travolto la società a partire dall’acquisto a debito nel 2013 e della distribuzione l’anno successivo ai fondi azionisti di controllo di 4 miliardi di dividendi, hanno scritto al presidente dell’autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, chiedendogli di valutare se può intervenire. Chi sono ora i nuovi soci? I creditori bancari, con Royal Bank of Scotland in testa, hanno circa il 44,75% mentre i detentori delle obbligazioni Seat il 55%. Ma pr sapere esattamente chi sono i nuovi azionisti bisognerà aspettare le comunicazioni alla Consob di chi ha oltre il 2%, poiché i crediti possono essere stati ceduti. E i soci hanno tempo fino al 7 gennaio. Seat comunque volta pagina. Ieri il titolo ha chiuso a 0,0027 (due millesimi di euro), recuperando il 22,73% dopo il tonfo dell’89% del giorno prima. La capitalizzazione è di 45 milioni.

Sembra preistoria l’epoca in cui Seat era la gallina delle uova d’oro della Borsa. Nel 1999 aveva addirittura vinto l’oscar di Mediobanca come azienda con la maggiore capacità di reddito e nell’aprile 2004 staccò la maxicedola più ricca del Mib30, pari a 3,47 miliardi (i fondi si ripagarono così l’acquisizione costata 3,74 miliardi). Da una capitalizzazione di 3.202 miliardi di vecchie lire al momento della privatizzazione nel 1997, Seat era salita a 23 miliardi di euro nel primo semestre del 2000, nel pieno boom di Internet, di cui ha anche patito lo sgonfiamento. Sotto la guida di Lorenzo Pellicioli era passata da editrice degli elenchi «gialli» a gruppo mediale con un’importante campagna acquisti: Tin.it, Consodata, Telegate. La storia di Seat è complicata. Comincia nel 1997 con la privatizzazione. Si aggiudica l’asta una cordata italiana, ma il socio di maggioranza relativa è Telecom Italia, che nel 2003 se ne va e arrivano i fondi. Il resto è storia nota. Adesso Seat, guidata da Vincenzo Santelia, riparte dal core business. Ha chiuso un accordo con Facebook per un servizio che permette alle imprese di programmare campagne pubblicitarie a livello molto locale.