Los Angeles, arriva in sala «The Interview». Mosca: «Scandaloso»

Proiezione notturna (con sorpresa) a Los Angeles per la prima del film «The Interview» di Sony Pictures. Tra gli spettatori che sono andati a mezzanotte e mezza al Cinefamily, sono arrivati anche Seth Rogen e Evan Goldberg, co-protagonista e aiuto regista del film: «Grazie, fottutamente tanto, a tutti, per essere venuti. Credevamo che questo non sarebbe mai successo», ha detto Rogen alle persone entrate in sala.

Tra i protagonisti della pellicola c’è anche James Franco. Dal 25 dicembre il controverso film satirico, che racconta un fantasioso attentato al leader nordcoreano Kim Jong-un, viene proiettato in circa 300 sale cinematografiche indipendenti in tutti gli Stati Uniti, dopo che – da mercoledì – è disponibile anche in streaming online attraverso Google Play, YouTube Movies, Microsoft’s Xbox Video e un sito web chiamato http://www.seetheinterview.com, sia per il noleggio che per l’acquisto.

Gli spettatori hanno apprezzato il film e l’hanno trovato molto divertente, specialmente è stata apprezzata la comparsata di Seth Rogen alla proiezione. «Se non fosse per cinema come questo, e per persone come voi, ora questo non sarebbe davvero fottutamente successo», ha detto ancora Rogen, riferendosi al rifiuto delle grandi catene cinematografiche di proiettare il film e alla decisione iniziale della Sony Pictures di cancellare la distribuzione di «The Interview», già prevista per il giorno di Natale.

Una decisione assunta in seguito all’attacco e alle minacce che la Sony ha subito nelle settimane scorse da un gruppo di hacker che, secondo l’Fbi, sono nordcoreani. La casa di produzione cinematografica ha però poi fatto marcia indietro, in seguito alle polemiche e alle critiche che le sono state rivolte, anche, dal presidente Barack Obama che aveva definito «un errore» la cancellazione delle proiezioni. Stessa posizione per numerose star del cinema, a partire da George Clooney. Lee Peterson, proprietario del Cinema Village di Greenwich a New York, ha dichiarato che la polizia aveva in programma di posizionare agenti fuori dal cinema (anche se, al momento della proiezione, non erano visibili).