Quei processi paralleli in tv coprono il vuoto delle indagini

Nel racconto televisivo sui più importanti fatti di cronaca nera vanno in onda, sempre più spesso, processi sommari. Con uno spirito, a volte, molto morboso

Aldo Grasso per Corriere della Sera

Com’è noto, Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di reclusione dalla Corte d’assise d’appello di Milano nel processo d’appello bis per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco (Pavia). La sentenza è stata letta mercoledì sera, poco prima dei tg e poco prima della messa in onda di due programmi che hanno seguito la vicenda in maniera quasi ossessiva: «Chi l’ha visto?» (Rai3) e «Quarto grado» (Rete4).

Così un personaggio come Alessandro Meluzzi ha potuto bivaccare in video, come al solito, dal tardo pomeriggio (SkyTg24) fino a tarda notte («Quarto grado»). La famosa «realtà inconoscibile», che in un primo tempo aveva portato all’assoluzione di Stasi, è anche il terreno ideale per alimentare tutte le trasmissioni televisive che si sono dedicate, da mane a sera, all’omicidio della povera Chiara Poggi.

Esattamente come hanno fatto con Sarah, Yara, Meredith e tanti altri delitti. Dobbiamo prendere atto che ormai esistono processi paralleli (quelli istruiti in tv) che cominciano a interferire pesantemente su quelli «veri». La tv, con uno spirito che a volte sfiora la morbosità, va a coprire un vuoto. Che è quello delle indagini. Questo l’aspetto più sconvolgente. Come altri celebri casi di cronaca nera, il delitto di Garlasco è intervenuto a spostare la soglia del rappresentabile e del visibile televisivo, a modificare il rapporto complesso tra inquirenti e mass media.

L’autorità giudiziaria, gli investigatori, i difensori, persino gli imputati, sanno di non potersi più esimere dal confronto con un interlocutore ingombrante: la tv. Nell’ambito di un rapporto sempre più stretto e inestricabile tra fatti di cronaca e loro rappresentazione, Pubblico ministero, consulenti informatici e medici, avvocati difensori sono diventati figure conosciute al pubblico al pari dei personaggi dello spettacolo. Chiuso, per ora, il caso Chiara, buttiamoci subito sul corpicino di Lorys.