Russia, effetto svalutazione: code nei negozi

da Il Sole24Ore

Mossa da ultima spiaggia del Governo russo sul fronte dei cambi mentre la maxi-svalutazione del rublo provoca code nei centri commerciali in previsione di un aumento dei prezzi.

Intervento congiunto ministero delle Finanze-Banca centrale
In mattinata si è svolta una riunione di emergenza sulla crisi valutaria convocata dal premier russo Dmitri Medvedev nella sua residenza di Gorki. Sono stati invitati, oltre ai ministri economico-finanziari, la governatrice della Banca centrale Elvira Nabiullina, i vertici delle autorità fiscali e i dirigenti delle maggiori società esportatrici dell’energia. Medvedev ha cercato di calmare le acque: il rublo, ha dichiarato, «oggi è sottovalutato» e il suo cambio «non riflette l’attuale situazione dell’economia», ma sarebbe «senza senso imporre una regolazione estremamente rigida in questa sfera», escludendo quindi il ricorso a misure estreme come il blocco ai movimenti di capitali. Il premier ha inoltre assicurato che la Russia «ha le riserve necessarie per conseguire tutti gli obiettivi economici e politici».

Poco prima, il ministero delle Finanze ha reso noto di aver venduto parte delle riserve in valuta estera, il cui stock è di 7 miliardi di euro. Il rublo sui mercati cerca di recuperare terreno dopo due giorni consecutivi di eccezionali ribassi che, secondo il Ministero, l’hanno portato a un livello «estremamente sottovalutato». Dopo questo annuncio, e un nuovo intervento della Banca centrale che ha presentato un pacchetto di sette misure a sostegno del sistema finanziario, il rublo ha consolidato il recupero arrivando a quota 78 per un euro (85,35 quelli segnati in precedenza) e a 65,15 per un dollaro (66,96), dopo che in apertura aveva ceduto il 3% (segui il cambio con l’euro in tempo reale).

Code nei centri commerciali per «liberarsi» dei rubli
«La situazione sta diventando surreale – denuncia all’agenzia Bloomberg Elena Grekhnyova, insegnante nella città di Kursk, nella Russia centrale – Di questo passo non potrò più comprarmi neanche un cappotto o uno smartphone da 50 dollari». Il Paese sta vivendo in queste settimane in un clima di ansia e frustrazione. Il crollo della moneta rende quasi proibitiva per la maggioranza della popolazione l’acquisto di beni di consumo importati. Nei grandi centri commerciali si sono viste code di sovietica memoria, con i consumatori in fila per spendere il maggior numero possibile di rubli nel timore che perdano ulteriore valore, come successe nel 1998 alla vigilia del default. La gente ha assaltato gli shopping center affrontando file anche di cinque ore nella notte, lasciando molti scaffali vuoti. Si vedono anche le prime file in banca per ritirare i risparmi e convertirli in dollari.