Pakistan: strage di Natale,uccisi dai talebani 135 bambini a scuola
Un commando di una decina di talebani pachistani, vestiti con false divise militari, ha fatto irruzione nella Scuola pubblica militare di Peshawar (Pakistan nord-occidentale) compiendo un massacro con un bilancio provvisorio di almeno 135 morti, di cui un centinaio di scolari e studenti fra i 6 ed i 17 anni. Cominciata intorno alle 10,30 locali (le 6,30 italiane), l’operazione terroristica rivendicata dal Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP), il più importante movimento talebano pachistano, non si era ancora conclusa circa otto ore dopo.
Un portavoce della polizia pachistana ha detto che “sei attaccanti sono stati uccisi” e che è “in corso un rastrellamento per assicurarsi che non ve ne sia più nessuno”.
”Un attacco atroce e vile”. Così la premio Nobel Malala Yousafzai ha definito il massacro in Pakistan. ”Sono straziata da questo atto di terrorismo assurdo e spietato”, ha aggiunto.
“Abbiamo scelto con attenzione l’obiettivo da colpire con il nostro attentato. Il governo sta prendendo di mira le nostre famiglie e le nostre donne. Vogliamo che provino lo stesso dolore”, ha detto il portavoce del movimento, Mohammed Umar Khorasani. Secondo l’ufficio stampa dell’esercito (Ispr) quattro militanti sono morti mentre gli altri sono ora raccolti nell’ultimo dei quattro edifici di cui è composta la scuola. Le forze di sicurezza pachistane hanno circondato l’edificio, impegnandosi in un lungo scontro a fuoco con gli insorti, mentre regolarmente dall’esterno si sentiva il fragore di ripetute esplosioni.
Secondo quanto raccontato da una fonte dell’esercito alla tv americana Nbc, i terroristi avrebbero dato fuco ad un insegnante e costretto i bambini a guardarlo mente moriva. “Sono entrati in classe e gli hanno gettato della benzina su tutto il corpo e gli hanno dato fuoco”, ha raccontato il testimone.
Obama, attacco atroce contro studenti – “Gli Stati Uniti condannano nei termini piu’ duri il terrificante attacco in Pakistan: puntando studenti e insegnanti in questo atroce attacco, i terroristi hanno mostrato ancora una volta la loro depravazione”. Lo afferma il presidente americano, Barack Obama.
Osservatore Romano, orrore senza fine – “Non c’è fine all’orrore del terrorismo”: è il commento dell’Osservatore Romano alla notizia della strage di bambini che è stata compiuta oggi dai talebani in una scuola per figli di militari a Peshawar, nella regione pakistana nordoccidentale della Khyber-Pakhtunkhwa. “L’attacco di oggi – sottolinea il giornale della Santa Sede – sta suscitando sdegno e orrore in tutto il mondo”.
Gentiloni, è un crimine contro l’umanità – “La strage di bambini a Peshawar è un crimine contro l’umanità”. L’Italia è solidale con le famiglie e il governo pakistano”,. Così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha condannato su Twitter l’attentato dei talebani ad una scuola in Pakistan nel quale sono morti oltre 100 bambini.
Boldrini, ferocia e disumanità – “Suscita un orrore infinito la strage compiuta questa mattina a Peshawar dai talebani pachistani. La scelta di sterminare i giovanissimi figli dei militari perché ‘vogliamo che provino il nostro stesso dolore’ – come è stato detto nella rivendicazione – tocca una vetta di ferocia e di disumanità che ha pochi precedenti. Così Laura Boldrini.
“Bambini, bambini uccisi, bambini uccisi a scuola. Inconcepibile. Il mondo deve reagire all’orrore”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter.
L’alto bilancio di vittime è dovuto, secondo i media pachistani, al fatto che uno degli attentatori si è fatto ad un certo punto esplodere all’interno dell’edificio in una zona affollata e che poi i militanti hanno allineato un gruppo di studenti più grandi in una stanza, uccidendoli a bruciapelo.
Le autorità delle provincia di Khyber Pakhtunkhwa hanno decretato l’emergenza in tutti gli ospedali di Peshawar e della provincia, sollecitando la popolazione a donare sangue per le decine di feriti. Come sottolineato dal loro portavoce, Muhammad Khurassani, i talebani considerano questa una rappresaglia per le operazioni militari, cominciate in giugno ed in ottobre, in due territori tribali (Waziristan settentrionale e Khyber Agency) al confine con l’Afghanistan in cui sono morti centinaia di militanti. Secondo gli insorti, però, molti di essi non sarebbero stati uccisi dalle forze di sicurezza in combattimenti, ma giustiziati dopo la cattura.