Sydney, Italia
Oggi ci sentiamo tutti cittadini di Sydney. Perché ormai il terrorismo di matrice islamica non colpisce solo i Paesi dilaniati dalla guerra. Colpisce a casa nostra. Forse ci eravamo illusi che l’11 settembre, Atocha e Londra fossero solo dei brutti ricordi. Così non è. Da quanto si è potuto apprendere dai Media, l’uomo barricato nel bar Lindt di Sydney ha agito come un lupo solitario. Una scheggia impazzita. Solo. Così come è accaduto in Australia, poteva accadere a Milano, Roma, Parigi, Londra, Berlino. Nessun Paese può ritenersi immune. Le guerre in Iraq, Afganistan e ora in Siria, non hanno fatto altro che alimentare questa spirale fanatica antioccidentale. L’Islam e la religione non c’entrano nulla. Questi fanatici fanno leva sulla religione per compiere degli atti che di religioso non hanno nulla. Fanno leva sulla povertà e sull’ignoranza delle masse e sono in grado di plagiare migliaia di persone. Persone che si immolano in nome di Allah, di un ideale. Le colpe sono anche nostre, che abbiamo sempre trattato questi Paesi con sufficienza, sfruttandoli, armandoli e finanziandoli, in base al momento, in base a quello che ci faceva più comodo. Ora ne stiamo pagando il prezzo e purtroppo questo è solo l’inizio.
Alessandro Pedrini
Siamo tutti nel mirino!!!!
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Purtroppo sì nessuno è indenne
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