Moscovici scrive a Boldrini: Italia rischia
Dopo il giudizio sulla legge di stabilità che il 28 novembre metteva in guardia l’Italia dal rischio di non rispetto del Patto, la Commissione informa anche il Parlamento dei rischi che corre se la manovra non conterrà quanto richiesto per rispettare i vincoli europei.
La lettera, scritta dal commissario agli affari economici e inviata il 4 dicembre al presidente della Camera Laura Boldrini, è una prassi prevista dalla procedura di monitoraggio dei conti pubblici ed è lo strumento con cui Bruxelles entra nel dibattito parlamentare per ‘influenzare’ i deputati prima che licenzino la legge di bilancio.
La missiva trasmette al Parlamento italiano il parere della Commissione sul progetto di legge di stabilità 2015, pubblicato il 28 novembre scorso. Nel testo il commissario ribadisce che l’Italia “è a rischio di non rispettare i requisiti del Patto di stabilità e crescita”, e quindi “la Commissione invita le autorità a prendere le misure necessarie nell’ambito dell’esame dei documenti di bilancio per assicurare che la manovra 2015 sia in linea con il suddetto Patto”.
La lettera è partita subito dopo la pubblicazione dei giudizi, precisamente il 4 dicembre, assieme ad altre 15 indirizzate agli altri Paesi dell’Eurozona colpiti dai rilievi di Bruxelles. “La lettera accompagna le opinioni sulle bozze di legge di bilancio, inviate a tutti i 16 Parlamenti interessati subito dopo l’azione delle opinioni”, precisa oggi la portavoce di Moscovici e Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile della vigilanza sui conti pubblici.
Nella lettera Moscovici “si augura che la propria posizione illustrata nei documenti allegati contribuisca ad alimentare in Italia il dibattito sul documento programmatico di bilancio”.
Ovvero, vorrebbe che i Parlamenti tenessero conto delle indicazioni della Commissione, visto che a marzo Bruxelles farà un nuovo esame della legge che i deputati stanno discutendo in queste ore. La nuova Commissione Juncker, infatti, ha dato tre mesi in più a Italia, Francia e Belgio per compiere ‘nuovi sforzi’, e nel frattempo prosegue il dialogo con le autorità ed auspica “la attiva partecipazione dei Parlamenti nazionali”, come scrive nella lettera Moscovici. All’Italia viene richiesto un “leggero sforzo” sul debito. Per il Governo non ci sono nuovi sforzi da fare, ma solo ricalcolare l’impatto delle misure già prese, una volta che queste saranno attuate tramite i decreti.
Ma il dialogo e il negoziato con la Commissione sono tutt’ora in corso.