BERGAMO, RAZZISMO AL CONTRARIO: PRESEPE VIETATO A SCUOLA PER NON OFFENDERE L’ISLAM

Apprendo questa mattina con stupore la decisione del Preside di una scuola della bergamasca che, per non turbare i bambini figli di immigrati, in prevalenza islamici, ha vietato il presepe.

Forse il Dirigente scolastico dovrebbe ricordare che il presepe, come la religione cattolica, sono le basi dove fonda le radici il nostro Paese. Fanno parte della nostra cultura e della nostra tradizione. Vietare il presepe è una sorta di “razzismo al contrario”.

I bimbi sono più intelligenti dei grandi e sono sicuro che non si sarebbero turbati a vedere un piccolo presepe, anzi, sarebbe stato un passo avanti nell’integrazione.

Probabilmente il Preside è in cerca di notorietà, ma farebbe meglio a concentrarsi sul suo lavoro di educazione dei giovani.

da Bergamo news

Nessuna Maria, Giuseppe e bambin Gesù nelle classi dell’istituto De Amicis, alla Celadina. Il preside della scuola ha deciso il divieto per non discriminare i fedeli di altre religioni. La percentuale di alunni non italiani infatti è intorno al 30% e in alcune classi raggiunge anche il 50%. Per questo motivo il direttore scolastico ha risposto “No” alla richiesta di autorizzazione di un’insegnante che nei giorni scorsi ha chiesto lumi al superiore.

“La scuola pubblica – dichiarata Luciano Mastrorocco al Corriere Bergamo – è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno, che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l’anticristo, ma questo è l’orientamento che ho dato all’istituto da otto anni, quando sono arrivato qui. E’ stato un modo per rispettare tutti: in questa scuola la percentuale media di studenti non italiani rasenta il 30% e, in alcune classi, ha picchi che si avvicinano al 50%”. Alcuni genitori protestano: “Questo divieto sembra assurdo. E’ giusto far crescere i figli secondo il nostro credo, poi da grandi saranno liberi se seguirlo oppure no”.