Latest news: terzo trimestre, dall’ISTAT un bollettino di guerra
Italia stretta ancora tra deflazione, disoccupazione giovanile record e Prodotto interno lordo in flessione.
Il nostro Paese resta in deflazione, con i prezzi al consumo che nella stima preliminare di settembre risultano in calo sia nel confronto mensile (-0,3%) che annuale (-0,1%). Il tasso di disoccupazione ad agosto, invece, se a livello generale scende al 12,3% (in diminuzione di 0,3 punti percentuali sul mese e di 0,1 punti sull’anno), per quello giovanile segna un nuovo massimo, attestandosi al 44,2% (in aumento di un punto percentuale rispetto al mese precedente e di 3,6 punti nei 12 mesi). Un livello mai toccato prima: in altri termini, tra i giovani tra i 15 e i 24 anni che partecipano al mercato del lavoro quasi uno su due è disoccupato. Gli ultimi dati dell’Istat di agosto contano 88mila giovani, in questa fascia d’età, occupati in meno in un anno (-9%); 33mila in meno rispetto al precedente mese di luglio (-3,6%). In totale, il numero di disoccupati è di 3 milioni 134 mila e ad agosto diminuisce del 2,6% rispetto al mese precedente (-82mila) e dello 0,9% su base annua (-28 mila). Gli occupati sono invece 22 milioni 380 mila, in aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente (+32 mila) e sostanzialmente invariati su base ann.
Negli ultimi due mesi, secondo i dati ISTAT, la fiducia delle imprese italiane è arretrata sui valori di inizio anno, con perdite più marcate nei settori dei servizi. Tuttavia il deprezzamento del cambio dell’euro verso il dollaro porterebbe ad una ripresa delle esportazioni.
La congiuntura italiana
La produzione nei settori
A luglio i ritmi di attività sono risultati in deterioramento nei principali comparti produttivi.
Nell’industria al netto delle costruzioni, la flessione produttiva, misurata dall’indice della produzione industriale, è stata pari all’1% su base congiunturale, interessando tutti i principali raggruppamenti di industrie.
Tale andamento è apparso in controtendenza rispetto alle principali manifatture europee, contrassegnate da una stazionarietà in Francia e Spagna e da un significativo rialzo in Germania (+1,9%).
Le difficoltà dell’industria italiana riflettono la fragilità delle condizioni di domanda interna, per la perdita di slancio della spesa per investimenti e l’evoluzione moderata dei consumi privati, questi ultimi compressi dalle difficili condizioni del mercato del lavoro.
E’, inoltre, venuto meno il sostegno delle esportazioni (-1,6% la riduzione congiunturale in valore a luglio), in particolare per la flessione nei mercati dell’Ue. In Italia, tuttavia, la quota di settori in espansione si è mantenuta stazionaria, pur risultando ancora al di sotto del 50%.
Secondo le indicazioni più recenti tratte dalle survey congiunturali, un peggioramento degli ordini avrebbe continuato a caratterizzare il terzo trimestre, deprimendo le attese sui livelli produttivi.
E’ proseguito il deterioramento nel comparto delle costruzioni. In luglio, l’indice di produzione ha registrato una riduzione (-2,4% rispetto al mese precedente), proseguendo la tendenza in atto dal mese di aprile. Le indagini congiunturali forniscono segnali eterogenei e in parte favorevoli, che tuttavia non sarebbero sufficienti a delineare un’inversione di tendenza nel breve termine. Nel terzo trimestre gli operatori del settore identificano nella scarsità di domanda il principale fattore di ostacolo all’attività produttiva.
Il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie
E’ proseguito a settembre il peggioramento del clima di fiducia delle imprese italiane.
La riduzione è risultata più moderata nell’industria e nelle costruzioni e più significativa nei servizi.
Questo risultato consolida l’orientamento negativo evidenziato dalla marcata flessione di agosto riportando i livelli di fiducia sui valori di fine 2013 (con la sola eccezione delle costruzioni).
Nella manifattura industriale, la caduta del clima di fiducia è interamente imputabile al peggioramento del livello del portafoglio ordini (di pari intensità sia nel mercato interno che in quello estero).
L’indice di fiducia nel settore delle costruzioni è diminuito di circa 1 punto (che si aggiunge alla perdita di 6 punti di agosto), come risultato di un deterioramento dei giudizi sul portafoglio ordini e sui piani di costruzione e delle aspettative a breve sull’occupazione nei settori della costruzione di edifici e dell’ingegneria civile. Il recupero di fiducia per i lavori di costruzione specializzati ha in parte attenuato la flessione dell’intero comparto.
Nel complesso, nel terzo trimestre, l’indicatore è risultato ancora superiore ai valori del precedente trimestre. Nei servizi di mercato, il calo della fiducia è il risultato di una ulteriore diminuzione dei giudizi sul portafoglio ordini, a riflesso del forte arretramento delle attese sull’economia registrato nei mesi iniziali del trimestre.
I livelli di fiducia sono così risultati inferiori rispetto ai valori dei precedenti trimestri dell’anno e di poco superiori a quelli dell’ultimo trimestre 2013.
Il commercio al dettaglio, infine, è il comparto che ha mostrato la flessione più marcata della fiducia rispetto al mese precedente.
I giudizi sulle vendite, in flessione per il secondo mese consecutivo, hanno incorporato il calo delle corrispondenti attese, in atto dall’avvio del secondo trimestre.
A settembre, il clima di fiducia dei consumatori è risultato stazionario sui livelli del mese precedente, quando l’indicatore ha registrato una significativa correzione al ribasso riportandosi sui valori di marzo.
A sintesi di tali indicazioni, l’attuale fase di debolezza del ciclo economico è attesa proseguire.
